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Nel 1996 Durshan Savino Delizia, attore e regista proveniente dal Teatro Salvini di Milano, riunisce un gruppo di attori formatisi con lui e dà vita al gruppo di ricerca TeatrObliquo. Ispirandosi alla ricerca teorico-pratica di alcuni importanti maestri, con particolare riferimento a coloro che collocano l’attore, la sua fisicità ed il suo processo creativo al centro dell’evento teatrale, il gruppo ricerca un’idea di teatro come luogo della fantasia, del gioco, dell’azione, spazio aperto alla trasfigurazione fantastica della realtà.
Attorno al progetto di ricerca sull’opera scientifica della psicoanalista elvetica Alice Miller TeatrObliquo acquisisce la propria fisionomia definitiva e dà vita allo spettacolo Quarto Comandamento che vince il premio Scena Prima, Rassegna dei Nuovi Gruppi teatrali della Lombardia, CRT Salone, giugno ’98, per poi essere inserito nella stagione ‘98-‘99 e ‘99-2000 dei Teatri Possibili presso il Teatro Libero Milano. La seconda produzione del gruppo, Heroides, riscrittura del Lear di Shakespeare, realizzato con il contributo del Progetto Triennale Scena Prima, ha debuttato nella stagione teatrale del CRT di Milano (maggio 2000). La terza produzione del gruppo, Fando e Lis (da Fernando Arrabal) ha debuttato il 28 maggio 2002 al Teatro Libero di Milano. Lo spettacolo è inserito all'interno del Progetto Arrabal, un progetto di TeatrObliquo attorno alla figura e all’opera di Fernando Arrabal, in collaborazione con Il Centre Culturel français e L'Instituto Cervantes di Milano. L’autore Francisco Arrabal, su invito di TeatrObliquo e del Centre culturel Français è intervenuto alla prima dello spettacolo insieme ad Enrico Bai e ad altre personalità del mondo della cultura e dell’arte. Nella stagione 2003 TeatrObliquo sarà presente nella stagione dei Teatri Possibili con due nuove produzioni: Il Fantasma di Canterville, ispirato all’omonimo racconto di Oscar Wilde, che debutterà a gennaio 2003 e Storia dello Zoo, che debutterà ad aprile 2003. Punto di partenza del lavoro del gruppo è la ricerca di un linguaggio centrato sul corpo dell’attore, inteso come luogo di esperienza personale e collettiva, che rivelando la possibilità di una forma apre alla comunicazione. TeatrObliquo predilige un lavoro sulla contaminazione delle arti sceniche e sulla creazione di una drammaturgia degli elementi teatrali a partire dalle suggestioni di un tema o di un testo. |