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Quarto Comandamento: lo spettacolo PDF Stampa E-mail

QUARTO COMANDAMENTO

Ispirato agli studi sull'infanzia di Alice Miller

Come la volti e come la giri, sempre di manipolazione si tratta. Così potrei riassumere il senso dei cambiamenti prospettici della stanza degli orrori in cui si celebrano i riti della convivenza familiare.

Questa stanza è la nostra casa: i suoi muri, le sue sedie, il suo bel tavolo da cucina, i quadri alle pareti, le poltrone, i divani, i tappeti, i frigoriferi, forni fornelli, le librerie, le pantofole, l'armadietto dei medicinali, i letti, i water, le porte blindate e via elencando.

Abbiamo sintetizzato tutta questa ricchezza in una casa-corte che la evoca soltanto: è questa la linfa in cui ha messo radici la povertà di sentimenti, delle emozioni, dei contatti.

Ci interessava un tema: l'infanzia. Non avevamo un testo teatrale. Ci è venuta incontro Alice Miller, che non è una drammaturga ma una studiosa dei problemi dell'infanzia. Ci siamo affidati alla sua opera come se fosse un testo teatrale. E da lì sono emersi i personaggi e le situazioni del nostro spettacolo. Lo abbiamo fatto perché le sue teorie, le sue convinzioni, il suo punto di vista ci sono apparsi veri, emozionanti, radicali. E dolorosi da accettare, lontani dalla retorica sull'infanzia imperante in questo scorcio di millennio.

Lo spettacolo è una fiaba grottesca sul rapporto genitori-figli e rappresenta la teatralizzazione del "quarto comandamento".

L'imperativo a onorare il padre e la madre è il centro della teorizzazione della Miller ed è il muro che nasconde il più grande segreto che ognuno di noi porta in sé.

Un segreto che non possiamo o non vogliamo conoscere. Tutti coloro che provano a parlarne o anche solo a farne cenno vanno incontro - come è capitato alla stessa Miller - a censure, ostracismi, isolamento, condanne. Un segreto che è come un diamante il cui splendore può arricchire oppure abbacinare. Esso è costituito dagli abusi che tutti abbiamo subito negli anni della prima infanzia e che abbiamo dovuto rimuovere per sopravvivere.

Il "Quarto comandamento" è l'idealizzazione che protegge i responsabili di quegli abusi fatti di violenze, abbandoni, trascuratezze, imposizioni. In una parola: EDUCAZIONE.

Durshan Savino Delizia
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